Il nuovo blockchain trend per il 2024: il web 3

 

La tecnologia blockchain è comunemente associata alle criptovalute, ma le sue potenzialità vanno ben oltre il mondo delle valute digitali. Infatti, può essere un elemento essenziale della tecnologia in una serie di settori nel mondo digitale in rapida evoluzione in cui viviamo oggi. Tra questi settori emergenti, troviamo l’applicazione della blockchain nelle fabbriche intelligenti. Qui, la blockchain si distingue come un elemento che rivoluziona le dinamiche, introducendo un nuovo standard di trasparenza, sicurezza ed efficienza. Fondamentalmente, la blockchain è un registro decentralizzato e distribuito che registra le transazioni attraverso una rete di computer in modo sicuro e trasparente. Diamo un’occhiata più da vicino agli elementi chiave che definiscono la tecnologia blockchain:

COME FUNZIONA LA BLOCKCHAIN

A differenza dei tradizionali sistemi centralizzati, in cui i dati sono archiviati in un’unica posizione o controllati da un’autorità centrale, la blockchain opera su una rete decentralizzata. Ciò significa che le informazioni vengono distribuite su più nodi o computer, migliorando la sicurezza e riducendo il rischio di un singolo punto di errore. La natura decentralizzata della blockchain garantisce che nessuna singola entità abbia il controllo completo sui dati, rendendola resistente a manomissioni e manipolazioni. Una tecnologia che ha già mostrato tutti i preziosi contributi che può offrire ma che nel corso del 2024 porterà probabilmente ad  una crescente interazione tra la tecnologia blockchain e il Web3.0. Il Web 3.0, alimentato da blockchain e tecnologie decentralizzate, mira a spostare il controllo dai giganti centralizzati di Internet agli utenti e ai creatori di contenuti. Questa interazione dovrebbe rendere Internet più decentralizzato, sicuro e trasparente.

L’ASCESA DELLE STABLECOIN

Questa tendenza enfatizza la protezione della privacy, la proprietà dei dati degli utenti e la rimozione degli intermediari. Ci aspettiamo che le piattaforme di social media basate su blockchain, le app decentralizzate (DApp) e le piattaforme di condivisione dei contenuti guadagnino slancio man mano che gli utenti cercano alternative che li responsabilizzino e proteggano i loro diritti digitali. Consentono la pubblicazione e la distribuzione di contenuti, rimanendo resistenti alla censura, decentralizzati e protetti dai dati. In breve, il Web3 è la visione di un Internet decentralizzato e di proprietà dell’utente costruito su tre tecnologie fondamentali: blockchain (un registro distribuito); contratti intelligenti (la capacità di eseguire accordi senza la supervisione di terzi); e token o tokenizzazione (rappresentazioni digitali di asset, come token non fungibili, o NFT, stablecoin, criptovalute o asset tokenizzati del mondo reale). Nonostante la disillusione dell’ultimo anno, ci sono germogli verdi di valore in questo spazio, con un allontanamento dalla mentalità da casinò che pervadeva i primi giorni del Web3 e verso la ricerca del valore nel mondo reale.

L’ascesa delle stablecoin, criptovalute ancorate a una valuta o a un asset della vita reale, che ora supera i 130 miliardi di dollari in circolazione globale, sta consentendo alle aziende di effettuare transazioni più veloci ed economiche. La blockchain e gli smart contract consentono il tracciamento e la tracciabilità dei materiali, dall’oro alle parti degli aeroplani al carbonio, attraverso ecosistemi complessi. Tracr, una blockchain della società De Beers, ora traccia più di 100.000 diamanti al mese, circa il 15% della produzione mondiale. Anche marchi come Nike e Puma stanno dimostrando successo sfruttando le tecnologie Web 3 in combinazione con campagne fisiche per il coinvolgimento dei clienti.

LA RIVOLUZIONE DEL WEB3

Questo passaggio silenzioso verso applicazioni più pratiche e basate sul valore del Web3 ha portato leader del settore come Citi a stimare che entro il 2030 potrebbero circolare 5 trilioni di dollari di valute digitali emesse dalle banche centrali, o CBDC, con la tokenizzazione degli asset del mondo reale che si avvicina ai 4 trilioni di dollari. Questo è molto lontano dai necrologi Web3 che sono stati scritti nell’ultimo anno. Il Web3 promette strumenti sociali decentralizzati che, secondo i suoi sostenitori, porteranno a comunicazioni e reti più private e prive di censura, con gli utenti che manterranno il controllo dei loro contenuti e dati. Algoritmi trasparenti e open-source potrebbero aiutare a tracciare e bloccare i tentativi di diffusione della disinformazione, con politiche amministrate democraticamente attraverso meccanismi di voto basati su blockchain. Probabilmente dovremmo guardare oltre il 2024 per vedere qualcosa del genere sfidare artisti del calibro di Facebook o TikTok.

Ma strumenti sociali come Mastodonte che si basano su principi decentralizzati stanno già emergendo e stanno crescendo in popolarità, quindi mi aspetto di vedere un’innovazione continua in questo spazio. La crescita del valore del Bitcoin certamente potrebbe portare ulteriori finanziamenti verso questo business rivoluzionario. Le prime versioni del Web3 sono nate da un’ideologia rivoluzionaria degli insorti con una visione alternativa alle istituzioni consolidate. Ma la realtà che è emersa è che il Web3 viene ora abbracciato da operatori storici esperti, come JPMorgan Chase, Nike e BlackRock, e viene persino integrato nel tessuto delle istituzioni esistenti che una volta era destinato a distruggere.

L’obiettivo è ora più pratico: incorporare la tecnologia Web3 nei processi, negli asset e nelle catene del valore che mirano a risolvere problemi globali che non sono possibili con il solo Web2. (Web2 si riferisce alla seconda era di Internet, enfatizzando la collaborazione e l’interazione degli utenti, con la proprietà e il controllo centralizzati dei dati da parte delle principali aziende tecnologiche.) Molti prevedono che proprio il 2024 sarà l’anno della esplosione del web 3.

Recommend
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIN
  • Pinterest
Share
Leave a reply

My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy